L’ADERENZA ALLA TERAPIA NEL CARCINOMA MAMMARIO

Negli ultimi anni sta emergendo, anche in oncologia, un problema nuovo: la mancata aderenza alla terapia. Una donna su tre non assume i farmaci nelle modalità nelle tempistiche indicate dal medico curante. I motivi? Paura degli effetti collaterali, semplice dimenticanza o possibili risvolti psicologici negativi. Un fenomeno che rischia di avere conseguenze negative e che può portare fino alla ricomparsa del tumore. Fondazione AIOM promuove una campagna nazionale rivolta alle pazienti e ai caregiver. L’obiettivo è sensibilizzare sui gravi pericoli della mancata aderenza per le donne con carcinoma mammario. Sono organizzati webinar, realizzati booklet e survey tra la popolazione.

L’aderenza è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “il grado in cui il comportamento di una persona – nell’assumere i farmaci, nel seguire una dieta e/o nell’apportare cambiamenti al proprio stile di vita – corrisponde alle raccomandazioni concordate con i sanitari”.  Il tumore del seno è il più frequente in Italia: solo nel 2023 ha fatto registrare 55.900 nuovi casi. Diverse sono le opzioni terapeutiche a disposizione degli specialisti che hanno portato a risultati importanti nel corso degli ultimi anni. Numerose evidenze scientifiche hanno sottolineato come una ridotta aderenza alla terapia sia associata ad una minore sopravvivenza.

Sono diversi i fattori collegati ad una minore aderenza o persistenza in terapia. I livelli più bassi di aderenza di solito sono registrati tra le pazienti più svantaggiate economicamente. Quelle più giovani sono invece spesso spaventate dalle controindicazioni provocate dai trattamenti, soprattutto quelle a carico della fertilità e la sessualità. Un fronte sul quale è importante intervenire è quello della comunicazione tra medico e paziente. Un maggiore coinvolgimento del paziente da parte dell’oncologo, attraverso informazioni chiare e complete, potrebbe essere decisivo.

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