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Melanoma, oncologi e influencer educano 200mila adolescenti. “Fondamentale il test per selezionare i pazienti alle nuove terapie”

Al congresso nazionale AIOM presentati i risultati del progetto sulla neoplasia della pelle.

Fabrizio Nicolis, presidente di Fondazione AIOM:

La campagna ha raggiunto un numero importante di ragazzi. Stiamo creando una cultura della prevenzione usando nuovi mezzi”.

Paola Queirolo, responsabile scientifico del progetto:

Tumore sempre più giovanile, oggi disponiamo di farmaci più efficaci

Roma, 27 ottobre 2019 – Duecentomila ragazzi coinvolti direttamente grazie all’intervento diretto e quotidiano di 13 influencer professionisti, più di 80 post caricati, 200 instagram stories e centinaia di condivisioni, a cui si aggiunge un’attività diretta con undicimila opuscoli distribuiti in quattro frequentatissime spiagge italiane (Rimini, Jesolo, Marina di Pietrasanta e Fregene). È questo il bilancio della campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione del melanoma #SoleConAmore, indirizzata ai giovanissimi e realizzata da Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica). I risultati sono presentati nell’ultima giornata del congresso nazionale AIOM in corso a Roma. Secondo il sondaggio, che ha preceduto l’avvio della campagna, il 40% degli adolescenti non mette mai la crema protettiva in spiaggia, per oltre la metà (51%) utilizzarla è “da sfigati” perché impedirebbe di abbronzarsi. Da qui la necessità di creare una “cultura dell’abbronzatura responsabile”, utilizzando però un linguaggio adeguato ai giovani e “intercettandoli” sui canali da loro più frequentati. “Il successo è stato grande e siamo convinti che questa campagna aiuterà a sviluppare una maggiore consapevolezza verso la prevenzione di una delle neoplasie che ha fatto registrare i più alti tassi di crescita nell’ultimo periodo – spiega Fabrizio Nicolis, presidente di Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) -. Ogni anno il 20% dei casi, pari a 2.460 diagnosi per il 2019, si registra tra persone con meno di 40 anni. Si tratta quindi di un tumore molto ‘giovanile’, il secondo più frequente negli uomini under 50 e il terzo nelle donne nella stessa fascia d’età. La mancata conoscenza dei fattori di rischio gioca un ruolo decisivo e le diagnosi negli adulti di oggi sono la conseguenza dell’esposizione scorretta al sole da giovani. Ecco perché la nostra campagna, realizzata grazie al contributo non condizionante di Novartis e Pierre Fabre, è rivolta agli adolescenti ed è stata declinata in particolare sui social network. La scelta è stata utilizzare un linguaggio immediato, condivisibile e divertente, ma sempre validato dal punto di vista scientifico”.

Al congresso nazionale degli oncologi medici vengono presentate le nuove Raccomandazioni Melanoma 2019 di AIOM (in duplice versione, sia per i pazienti che per i clinici). “Oggi in Italia la sopravvivenza a cinque anni arriva all’87% – afferma la prof.ssa Paola Queirolo, responsabile scientifico del progetto #SoleConAmore e Direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica dei Melanomi, Sarcomi e Tumori Rari dell’IEO -. Si tratta di una delle neoplasie con più alto carico di mutazioni nel DNA delle cellule tumorali e siamo riusciti a identificare quelle non ereditarie che coinvolgono il gene BRAF. Si riscontrano nel 50% dei casi del tumore cutaneo e risultano inoltre più frequenti nei pazienti più giovani. Una corretta determinazione dell’alterazione BRAF è fondamentale per selezionare la terapia più adeguata ed efficace. La sua presenza identifica il paziente che può giovarsi del trattamento con farmaci a bersaglio molecolare come gli inibitori di BRAF in associazione a inibitori di MEK. È fortemente consigliata l’esecuzione del test molecolare in tutti i casi di melanoma in stadio avanzato oppure nel caso di melanoma in stadio III radicalmente operato”. “Oggi questa neoplasia deve fare meno paura rispetto al più recente passato – aggiunge la dott.ssa Stefania Gori, presidente AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. Tuttavia è una malattia che non va sottovalutata e soprattutto spaventa l’ignoranza degli adolescenti del nostro Paese. Un’altra falsa convinzione molto diffusa è che le lampade solari siano utili per preparare la pelle all’abbronzatura estiva. Niente di più sbagliato. È dimostrato che il loro utilizzo, soprattutto in età inferiore ai 35 anni, aumenta in maniera significativa il rischio di melanoma. L’intensità degli ultravioletti artificiali è di 12-15 volte superiore all’esposizione solare naturale. Infatti, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) le lampade solari sono ‘cancerogene’ per l’uomo al pari del fumo di sigaretta e, dal 2011, il Ministero della Salute ne ha vietato l’utilizzo ai minorenni e alle donne in gravidanza”. “Troppe persone ignorano i danni del sole e non adottano nessuna forma di protezione né al mare in estate né in montagna d’inverno – conclude Monica Forchetta, presidente APaIM (Associazione Pazienti Italia Melanoma) -. Come rappresentanti dei malati plaudiamo alle iniziative di AIOM e Fondazione AIOM dedicate ad una neoplasia in così rapida crescita. I ragazzi devono essere informati anche grazie ai nuovi strumenti digitali, perché il melanoma è per fortuna evitabile grazie a poche regole di prevenzione. Inoltre, il tumore lascia i suoi ‘segni’ sulla pelle. In seguito a ogni modifica di un neo, è indispensabile rivolgersi allo specialista per approfondimenti”.

“Siamo orgogliosi di sostenere questa campagna educazionale rivolta ai più giovani – concludono Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology Italia, e Charles-Henri Bodin, Direttore Generale Pierre Fabre Italia –. L’obiettivo è migliorare il livello di consapevolezza dei cittadini sull’importanza della prevenzione e sulle nuove frontiere della lotta ai tumori”.